NOTIZIARIO APRILE 2018

NOTIZIARIO APRILE 2018

APPUNTAMENTI IN VIA MORETTO 55

 

Venerdì 30 Aprile alle ore 15.00 “Assemblea annuale dei soci “ per approvazione bilancio 2017

 

Giovedì 5 Aprile alle ore 15.15 “Il testamento biologico” a cura del dott. Francesco Lanfranch

 

Lunedì 19 Aprile alle ore 15.15 “La Storia del Té”  con la dott.ssa Daniela

    

Giovedì 26 Aprile alle ore 15.15 “I disturbi del movimento: non solo Parkinson” a cura del

dott. Francesco Lanfranchi

 

Venerdì 30 Aprile alle ore 15.00 “Assemblea annuale dei soci “ per approvazione bilancio 2017

 

APPUNTAMENTI IN VIA DELLA ROCCA 16

 

Lunedi’ 9 Aprile ore 15,30: Alberto Vaglia presenterà:

                             “Omelie di Frate Giuseppe Barsaghi”

 

Lunedi 23 Aprile ore 15.30: nella nostra sede di Via della Rocca, 16/A

                            Cineforum. Proiezione del film “Underground”

     di Emil Kusturica

                                          

Sabato 28 Aprile ore 15,00 S.Messa per anziani presso la Parrocchia S.Faustino.

Seguirà Festa dei compleanni

 

 

 

 

 AVVISO

 

 

    Lunedì 30 aprile in via Moretto 55 alle ore 15,00

 

                            ASSEMBLEA DEI SOCI

 

                                        per approvazione bilancio 2017

 

 

 

ANTEPRIMA

 

GITA DI PRIMAVERA

Il prossimo mese abbiamo in programma la nostra tradizionale GITA DI PRIMAVERA.

Quest’anno abbiamo programmato i borghi di CAVRIANA e CASTELLARO LAGUSELLO.

 

A Cavriana visiteremo la bellissima Pieve di Santa Maria poi proseguiremo per

Il borgo di Castellaro Lagusello dove visiteremo il Borgo e il Palazzo Arrighi e il Lago a forma di cuore.

 

Sul prossimo numero tutte le informazioni dettagliate.

 

 

 

 

                        STORIE DALLE CASE

 

ECHI DI GUERRA - STORIA DI G, OSPITE DELLA NOSTRA CASA FAMIGLIA

 

L’acqua bolliva già nella pentola. G teneva nella mano sinistra il sacchetto della farina gialla, nella destra la frusta che le sarebbe servita per stemprarla. Le undici: la polenta deve cuocere piano piano.

A mezzogiorno e mezzo l’avrebbe servita in tavola ai suoi “padroni”. 

G era una delle tante cameriere-bambine che a quel tempo “andavano a servizio” nelle famiglie benestanti. Non c’era nulla di sbagliato in questo, in quelle grandi case trovavano un letto caldo per dormire, pasti sicuri, e un sollievo dalla povertà nella quale altrimenti sarebbero state costrette a vivere. Con l’andar del tempo, molte di loro sarebbero diventate parte integrante della famiglia che servivano.

G si sollevò in punta di piedi per versare la farina nella pentola.  Ecco, così, piano piano. Aveva compiuto da poco quindici anni G, sogni ne aveva tanti tra le mani, ma per ora le sue mani erano concentrate nel darsi da fare per provvedere ai cinque fratelli che il padre malato non poteva mantenere.

Fu proprio mentre G iniziava a mescolare con cura la polenta, attenta a che non si formassero grumi, che sentì la sirena. Conosceva bene quel suono, tutti nel palazzo lo conoscevano. G tirò un sospiro rassegnato, spense il fuoco e si incamminò verso le cantine. La scalinata era ingombra di persone che uscivano senza troppa fretta dai loro appartamenti: i numerosi segnali di allarme erano ormai diventati consuetudine.

G prese posto nel solito angolo della cantina e appoggiò la testa al muro umido e freddo. L’aria era carica di attesa, ognuno guardava l’altro negli occhi cercando di trovarci qualche certezza che potesse riempire i propri occhi spaventati. Alcuni uomini uscirono sulle scale per fumare, la tensione era forte.

Poi fu un attimo. Un fragore improvviso scosse le mura del palazzo, le scale si sgretolarono come creta implodendo su sé stesse e bloccando l’unica via d’uscita per la salvezza. Una polvere bianca e spessa invase la stanza formando una nebbia densa in cui ognuno si smarrì nella propria solitudine. Ci fu un attimo, solo un attimo di silenzio surreale quando il fragore cessò per far posto all’incredulità che precede sempre la presa di coscienza di qualcosa troppo più grande di te.

Di quelle terribili lunghe ore intrappolata in quella cantina ad aspettare i soccorsi, G ricorda poco.

La mente umana è fatta così, in qualche modo ti protegge dall’enormità degli eventi drammatici di cui sei protagonista e li archivia in un angolo della memoria poco accessibile.

“Ricordo le grida, i pianti, qualcuno che pregava, qualcun altro che sveniva. Forse sono svenuta anch’io. Forse. Quello che ricordo bene è che non riuscivo più a respirare aria, ma solo polvere.”

Erano da poco passate le undici del mattino, l’ora in cui G aveva a messo a cuocere quella polenta che non avrebbe mangiato mai.  I soccorsi arrivarono alle quattro.

Fuori, sulle scale, una decina di uomini aveva fumato l’ultima sigaretta della vita.

Quelli bloccati nella cantina si salvarono. Anche G.  La tirarono fuori con una imbragatura attraverso un tombino, ma ormai G era in preda ad una febbre che le avrebbe lasciato una ferita irreversibile nel fisico e nell’anima. G, quindici anni.

Oggi G, ospite della nostra Casa famiglia, ne ha 91 di anni, ha vissuto sempre a Brescia, conosce ogni angolo della nostra città. Tranne quello. Perché da quel giorno G non è mai più passata davanti a quel palazzo.

(in redazione – Rita)

 

 

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